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sabato, 12 maggio 2007

IL VIDEO FONDAMENTALISTA DI MIFFY LA JIHADISTA: VOTO 9

miffy
L'immagine che vedete recensita fa parte dell'ultimo video-ricatto trasmesso da Al-Jazeera e relativo ad un gruppo di ispirazione Talebana che opera nel settore meridionale dell'Afghanistan. Si tratta di un'occidentale, tale Miffy la Coniglietta, ai più nota per i suoi albi da colorare dedicati ai bimbi di 4 anni, ma a quanto pare recentemente  convertitasi all'Islam e conquistata dalla filosofia Jihadista del Mullah Omar e di Bin Laden. Nel video Miffy compare vestita col suo meraviglioso vestitino a pezzo intero rosso, della sobrietà e classe del miglior Valentino, ed intenta a tenere fermo un ostaggio, ovvero l'orsacchiotto Cipo, mascotte in capo del VII Marines operativo nel settore meridionale dell'Afghanistan. Miffy proferisce delle minacce "all'Occidente imperialista" e contro i "nuovi crociati della Nato", e dichiara, in uno stentato ma aggraziato arabo, che se entro dieci giorni gli USA non libereranno tre terroristi (secondo voci ben informate nella lista sarebbero inclusi lo zio di Miffy e l'orso Boris coi suoi pulcini, segregati a Guantanamo, e l'oca Zabarotta, arrestata nel corso di un'operazione di rastrellamento cinque giorni or sono). Il presidente Bush ha dichiarato che non tratterà mai, nonostante il rischio che l'orsetto Cipo venga decapitato come già successo in passato. Oltre che per la sobrietà del completino rosso e per la faccetta ordinata con cui proferisce le sue minacce, il video è da elogiare anche per la compostezza dell'ostaggio, che  figura assolutamente risoluto  a non apparire turbato. E così, mentre Karzai ribadisce che non ha alcuna intenzione di trattare come fece per Mastrogiacomo (che però, a differenza di Cipo, non faceva parte di unità combattenti) , l'Occidente aspetta nel timore che questa vicenda possa rivelarsi l'ennesimo bagno di pelouche.
postato da: FulvioErmete alle ore 15:58 | link | commenti (4)
categorie: jihad, miffy, orsacchiotto cipo, pasta con la salsa
mercoledì, 25 aprile 2007

IL DUODENO DELLA ZIA CLOTILDE DOPO IL PRANZO DI PASQUA: VOTO 8,5

duodeno2
Davvero un tripudio di colori e di sfumature le interiora della zia Clotilde - i cui diritti di immagine sono stati venduti alla Panini per un nuova serie di albi da colorare, "Gioca e colora con le meraviglie del corpo umano: vol. 1 il tumore al duodeno" - così come portate alla luce nel corso di un delicato intervento che si presumeva essere finalizzato alla rimozione di una massa tumorale, ma che si è invece rivelato un momento intimamente ed intensamente poetico. Come reso noto dalle prime pagine di quotidiani come la Repubblica, la Repubblica e la Repubblica, la zia Clotilde aveva avvertito come un disagio, una certa qual difficoltà ad ingerire che si era rivelata nel corso del morigerato pranzo pasquale, ed in particolare al momento dell'ingerimento della fetta di limone candita con lo strutto fritto, che giungeva quale dessert (dopo l'insalata di mare e gamberoni al pepe, i cannelloni di spinaci e marmellata di melanzane, la parmigiana di finocchio e calamaro alla nutella, il crasto rassodato in ragù di salsiccia alla cannella e la coscia di portoricano condita) a chiudere il pasto. Giunta all'ospedale del luogo, alla zia Clotilde veniva diagnosticato un tumore maligno al duodeno ("meno male, pensavo una indigestione", avrebbe dichiarato) cui seguiva un intervento di urgenza realizzato dall'equipe del Dott. Meduri L. R. circa due anni e sette mesi dopo la diagnosi (il Dott. Meduri si sarebbe giustificato dicendo che prima di operare doveva pur aurearsi). Giunto il giorno dell'operazione, ed aperto il corpo della zia Clotilde con un incisione che dall'angolo dell'occhio destro arrivava fin sotto la caviglia sinistra (la c.d. "incisione Padoa Schioppa", realizzata senza anestesia perchè l'anestesista aveva perso una partita a pari e dispari col primario del reparto di anologia e doveva pagare pegno), ecco l'imprevisto: come in un attimo di intensa grazia, il Dott. Meduri e la sua equipe vengono rapiti dall'assoluta bellezza del duodeno e delle interiora tutte della zia. Le cromature giallo paglierino dello stomaco e delle pareti muscolari, che sfumavano nel delicato arancione mandarino sui bordi più irrorati di sangue, ed al centro di tutto questo - garrulo e festante - il bulbo rosato del duodeno, con quelle striature rosso intenso che gridavano commosse alla vita. La commozione dei medici giunse alle lagrime, e stettero così - attoniti e muti - per circa sette ore, fino a quando l'intero reparto - ed anche alcuni degenti appena operati di ragadi fulminanti - si recarono a vedere quello spettacolo, immobili e piangendo fino a che il tumore non si estese fino al culo e l'intero apparato digerente esplose, schizzando l'equipe del calamaro alla nutella che ancora dopo due anni doveva essere digerito (ma la responsabilità dell'equipe venne esclusa, in quanto si accertò che la zia Clotilde era già morta di stenti al momento dell'incisione realizzata senza anestesia).
E' proprio vero: fin quando al mondo esisterà gente capace di abbandonare il proprio lavoro, di fermare la malata e fredda frenesia della vita moderna che tutto piega al lavoro ed al becero denaro, per arrestarsi un attimo e cogliere quell'attimo fuggente di un momento di colorata poesia - che ora c'è, ora c'è, ma solo per poco, per poco! giusto il tempo di esplodere in un grumo di strutto fritto e semidigerito - fin quando al mondo esisterà gente così, allora gli ospedali italiani faranno schifo al cazzo.
domenica, 18 marzo 2007

L'ORIZZONTE CHE SI GODE DALLE VALLI DI COMACCHIO - Voto:  8
Comacchio
E' oramai arcinota l'amena bellezza di certe zone dell'area brianzola, e di cui le valli di Comacchio sono chiara espressione.  Nella foto di cui disponiamo, sulla sinistra è possibile scorgere le guglie della Cattedrale di Milano che sbiadiscono nella luce pallida del meriggio, mentre in basso a destra si intravvede una tipica mondina seduta su uno scranno di pietra, che si riposa dalle fatiche del lavoro, a cui Tolstoj si ispirò per i versi "gentile fanciulla delle valli di Comacchio /  mi son straniero viandante che ha perso la strada / perchè tu allora, altera donna, non lasci la spada / e tra le  mani non mi prendi, risoluta, il cacchio?" (tratto da "La fava ed il pisello", raccolta di stornelli di Capricorno Tolstoj, cugino del più celebre autore di "Guerra e Pace"). Ed è proprio da queste valli di pietra, che le mondine (talmente povere da potersi vestire solo di brevi strisce di stoffa, il che, unito alla propensione copulativa delle donne del luogo, ha notevolmente accresciuto il tasso di natalità delle summenzionate valli) coltivano a riso dopo aver ridotto a fertile e friabrile humus il suolo granitico a colpi di spada, che si gode un bellissimo orizzonte, ed anche di più gode il marito della tipica mondina brianzola vestita di strisce di stoffa e cui Tolstoj si ispirò per i versi "gentile fanciulla dalla vulva rada / che abiti orgogliosa nelle valli di Comacchio / ti han ridotta così dei potenti colpi di spada / oppure i colpi del tuo marito furente il cacchio?" (tratto da "Mille pensieri e cento pensoggi", libro di diritto privato supervisionato da Alberigo di Stockhausen). Un posto che fa godere molto l'orizzonte, e soprattutto la mondina in posizione orizzontale.
postato da: FulvioErmete alle ore 16:37 | link | commenti
categorie: spada, valli di comacchio, leone tolstoj
domenica, 04 marzo 2007

LA CRAVATTA DI SIMONE CRISTICCHI: VOTO 5/10

cristicchi
E' davvero un peccato che la moda non sia riuscita ad adornare il trionfo al Festival del vero erede di Fausto Papetti, facendo godere non soltanto l'orecchione (il brano è stato apprezzato particolarmente da Cecchi Paone) ma anche l'occhio. Simone Cristicchi (il cui nome deriva dal latino e significa "uno magico", dallo stesso etimo di Sim Sala Bim, ed il cognome dal greco alessandrino e significa "vulve di insetto canterino") aveva già goduto dei favori incontrastati del mondo della musica, per il suo modo originale ed inconfondibile di pettinarsi i capelli come Caparezza (il c.d. taglio "a sgracco") e di comporre i brani come Caparezza pur facendosi associare a Biagio Antonacci (anche se a quanto pare è stata la casa discografica a pretendere che si facesse associare al noto cantautore bolognese, la sua intenzione originale era di inserire nel testo del suo famoso tormentone un riferimento a Charles Bronson), adesso cade  con ignominia su un dettaglio  minimo ma fondamentale: la cravatta. Tutti sanno che un look finto serio sbarazzino pretende dei pois, una donnina nuda od una rana color mattone sdrucito. Ma ciò che più turba è l'incapacità di scegliere il nodo giusto: invece della scollatura trascurata, sarebbe stato molto più appropriato il nodo strettissimo da strangolo od il nodo scorsoio alla Saddam Hussein, anche perchè ne sarebbe derivato un colorito bluastro della cute facciale che ben si sarebbe adattato alla montatura ocra degli occhiali.  Avrebbe davvero dovuto fare come Povia, ovvero                                                      .
postato da: FulvioErmete alle ore 19:17 | link | commenti (1)
categorie: sanremo, cristicchi, tettonica a zolle
sabato, 24 febbraio 2007

IL PROVVEDIMENTO DI ESPULSIONE DI FERDINANDO ROSSI DAL PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI - VOTO: 9/10

RossiPestaggio
I piagnoni che si lamentano in continuazione della mancanza di mordente (riguardando la vicenda le aule parlamentari dovrebbe parlarsi di mordente pubblico statale) nell'attuale scena politica italiana non potranno che emettere grida di giubilo e subilo di fronte alla pronta decisione del Partito dei Comunisti Italiani (piccolo partito esponenziale dei cittadini italiani residenti in provincia di Como) di espulgere il senatore Ferdinando Rossi dal partito (nella foto, gli effetti del provvedimento di espulsione sul viso del senatore Rossi). La decisione è stata assai sofferta, nel senso che il senatore ha sofferto dei dolori lancinanti un pò su tutto il corpo,  ed applicata su proposta di Oliviero Dì liberto (liberto!) che gli ha bloccato le mani dietro la schiena  ed approvato dal segretario Cossupra, che lo ha reso edotto del provvedimento di espulgimento colpendolo violentemente sul volto con il provvedimento stesso, per l'occasione redatto su di un maglio di acciaio a forma di martello da fabbro gigante. Un esempio di forza e tempestività politica, preso dai Comunisti Italiani  con costanza, anche se era stato proposto di prenderlo con filippa. Nelle intenzioni degli ex compagni di partito tale provvedimento dovrebbe persuadere il senatore Rossi a cambiare drasticamente fede politica (gli avrebbero infatti urlato "ti facciamo nero") , e quindi approviamo la decisione del partito perchè coerente con la tradizionale vena trasformistica della politica italiana. Prodi, profondamente rispettoso delle guarentige parlamentari e per nulla livoroso nei confronti di un senatore che ha solo dato espressione della propria indipendenza da qualsivoglia vincolo di mandato, ha dichiarato ai microfoni della Radio Vaticana che Rossi è un bastardo schifoso, che il partito dei Comunisti Italiani è pieno zeppo di froci talebani di merda e che la prossima volta che vedrà D'Alema gli strapperà le palle per mangiarsele, e che spera che l'Italia sprofondi nella merda. Fassino ha poi chiarito che le parole del premier dimissionario ritornatario sono da intendersi nel senso che l'Italia sta attraversando una congiuntura molto favorevole sul piano economico, ma non priva di contrasti sul piano politico.  E' poi pregevole che assieme al provvedimento di espulsione di Rossi, il PDCI si sia accollato per intiero le spese per ingaggiare Follini e fargli promettere l'appoggio al nuovo governo.
postato da: FulvioErmete alle ore 18:06 | link | commenti
categorie: prodi, governo, ferdinando rossi
domenica, 11 febbraio 2007

LA GARROTA - VOTO: 8/10
Garrota

Alimento nutriente ma leggero, la garrota è nota ai più per le sue proprietà nutrizionali. Apprezzata dai dietologi per il suo contenuto ipocalorico e perché fa bene alla vista, la garrota è degna di lode anche per il suo contributo, tanto indiretto quanto fondamentale, al successo di famosi personaggi dello stardom internazionale. Viene in mente soprattutto Bugs Bunny, il coniglio insetto, solitamente ritratto sempre con una garrota in bocca, intento a masticarla. Non si capisce esattamente perché venga solitamente esecrata dalla componente più progressista dell’opinione pubblica mondiale, ma fatto sta che la garrota è sempre stata ingiustamente tacciata di far del male; è probabile che si sia trattato della solita speculazione politica, e che la garrota sia stata bandita dalle tavole ed esecrata dai moralisti sol per il suo legame con la Spagna di Francisco Franco, quasi che fosse una colpa essere coltivata in orti di fede fascista. Ma la sua delicata forma puntuta, il suo sapore fresco, il suo contenuto ricco di fibre (e persino molti esponenti dell’ala critica e progressista di cui sopra hanno riconosciuto tale qualità, solendo dire che “la garrota fa cacare”) valgono un giudizio sicuramente positivo. Come dire? Nessuno può negare che la garrota ti fa morire!
postato da: FulvioErmete alle ore 17:47 | link | commenti (2)
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mercoledì, 24 gennaio 2007

La recensione di FulvioErmete sul dispositivo della consulta sulla pecorella - Voto 9/10

 IL DISPOSITIVO DELLA CONSULTA SULLA PECORELLA - VOTO 7,5/10

consulta
Davvero un grande successo la Sentenza della Corte Costituzionale sulla legge c.d. Pecorella - e nel dettaglio del suo articolo 1, ovvero "la", mentre ancora sospeso rimane il giudizio sugli articoli 3 ("uno") e 7 ("gli").  [...]

Debbo dire che fino ad ora la recensione che sto qui recensendo è la più bella che mi sia capitata tra le... no, lo schermo del mio pc non si sfoglia, non crederebbe nessuno che possa tenerlo tra le dita... tra l'altro non è esattamente di quelli ultrapiatti...

Insomma, la recensione più bella che mi sia mai capitato di leggere e soprattutto di recensire, perché vabbé, leggere una recensione è cosa da tutti, ma recensirne una è una di quelle cose così difficili e complicate nonché perigliose che ben pochi hanno l'ardore di tentare l'impresa ed ancor meno hanno l'onore di riuscire a raggiungerla; ed io, modestamente ed immodestamente, ho l'ardire di pormi tra i primi di questi.

 Perché un voto sì alto? Perché - e la spiegazione è semplice quanto efficace - mi ha fatto ridere. E il riso, quello libero e liberatorio, in un'era di prigionia da risate registrate, è capace di far arrivare le montagne fin davanti a Maometto, di sradicare le radici quadrate che ci vincolano al tran tran, di porre fine ad una recensione quando è giunto il momento di dire

postato da: Votarxy alle ore 22:37 | link | commenti (1)
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IL DISPOSITIVO DELLA CONSULTA SULLA PECORELLA - VOTO 7,5/10

consulta
Davvero un grande successo la Sentenza della Corte Costituzionale sulla legge c.d. Pecorella - e nel dettaglio del suo articolo 1, ovvero "la", mentre ancora sospeso rimane il giudizio sugli articoli 3 ("uno") e 7 ("gli").  Come tutti sanno, la discussa legge prevedeva che non fosse consentito i PM di avvalersi dell'appello, cosa che non aveva tardato di gettare le Procure della Repubblica nel caos per l'impossibilità di verificare, all'inizio di ogni giornata lavorativa, chi del personale fosse effettivamente presente o meno al proprio posto di lavoro. "Si nega ai Pubblici Ministeri di avvalersi di un potere concesso, e con grande larghezza, persino agli insegnanti di scuole elementari e materne", aveva commentato il Procuratore Generale presso la Cassazione, cui aveva replicato il Bidello Generale presso la Scuola Media dello Stato, affermando "ma che cazzo vuoi, non rompere i coglioni che l'appello lo facciamo meglio noi".  Grande soddisfazione dell'allora Presidente del Consiglio Berlusconi, primo sponsor della legge ora cassata, che al momento della promulgazione aveva dichiarato "oh sì godo", anche se venne poi scoperto che così parlando egli non si riferiva tanto alla Pecorella quanto alla pecorina. Adesso i giudici della Consulta si sono espressi nella direzione che praticamente tutti si aspettavano, ovvero con la faccia rivolta verso l'uditorio e le spalle al muro, e suscitando la gioia di tutti i P.M. che, per colpa di tale legge, si erano visti privare di buona parte del loro lavoro e costretti a reimpiegare le ore lasciate libere dall'impossibilità di appellare con i sudoku della Settimana Enigmistica. Molto insoddisfatto l'opinionista ed anchor woman Cecchi Paone, secondo cui "si tratta di una Sentenza barbara che porta indietro gli orologi di almeno 50 anni", ma solo per correggersi subito dopo, avendo saputo, da una telefonata di Grillini, che non era stata dichiarata l'incostituzionalità della pecorina, ma della Pecorella. La voce più aspra è stata però quella della stessa Settimana Enigmistica, che grazie agli entroiti garantitele dal ritrovato tempo libero dei P.M. era riuscita a raddoppiare il proprio fatturato. Il proprietario della prestigiosa testata ha infatti dichiarato che presto presenterà appello contro la sentenza della Consulta, ed a chi gli ha ricordato che non esiste un mezzo di impugnazione contro le sentenze della Corte Costituzionale (il cui portavoce Zagrebelsky gli avrebbe replicato "non può impugnare la Sentenza per cui ce la può impugnare"), egli ha protestato che se possono ricorrere all'appello i PM e gli insegnanti di scuola materna, allora non vede perchè non possa farlo anche lui. In ogni caso il voto, piuttosto alto, è giustificato dal fatto che uno dei membri della Consulta mi ha messo 30 all'esame di Diritto Costituzionale. Grande raffinatezza inoltre per il colore rosso vivo delle toghe degli insigni magistrati, anche se pare che il colore originale fosse bianco latteo, e che la nuova tinta sia dovuta ai calzini porpora di Zagrebelsky messi nella lavatrice - per errore - assieme alle toghe.
postato da: FulvioErmete alle ore 21:35 | link | commenti (1)
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domenica, 07 gennaio 2007

LA MATITA FABER CASTEL N°2 COMPRATA SEI GIORNI FA NELL'EDICOLA SOTTO CASA : VOTO 7,5/10

matita
Davvero un'ottima matita, come oggigiorno non se ne comprano più molto spesso nelle edicole sotto casa, sia di chi scrive che dell'utilizzatore di matite medio italico. Sono diversi i pregi relativi all'attrezzo da scrittura e/o disegno, tra cui soprattutto una mina resistente, di placido colore bronzeo, che giammai se la mina ed invece scorre facilmente sulle pagine bianche, così come anche su quelle gialle sezione ristoratori, carpentieri o notai che dir si voglia (anche se oramai i vari 892 892, 1240 con le scimmiette e via dicendo stiano rendendo tale strumento cartaceo di ricerca utilità sociali ed esercizi sempre più obsoleto). Particolarmente adatta a tracciare linee col righello, anche se inizialmente progettata per l'utilizzo della squadretta di legno, la Faber Castel N° 2 (così battezzata perchè il fondatore della casa, John Spadetti, era un grande amante del fumetto "The Punisher", e del suo protagonista, e perchè il di lui padre era un fabbro dell'area brianzola), riesce particolarmente adatta a tracciare le morbide curve delle donne nude, in quanto la punta dagli orli arrotondati ben si confà a disegnare natiche, capezzoli e minnerie varie, soprattutto se usata con una mano sola. Unico difetto: il colore assolutamente scialbo, giallo pallido e malato, forse più un arancio italico (che unisce le sponde dei ristoranti del nord e dei loro risotti allo zafferano, e delle rosticcerie del sud per gli arancini/e [a seconda della provincia di riferimento] di riso) anche se si tratta di un colore tradizionale per cui non è il caso di infierire su quello che è, e rimane, un prodotto esclusivo da collezione, sia per disegnare Scubidù che Gigi La Trottola. Ma questa è un'altra storia...
postato da: FulvioErmete alle ore 22:00 | link | commenti (1)
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sabato, 30 dicembre 2006

L'ESECUZIONE CAPITALE DI SADDAM HUSSEIN: VOTO 5/10

saddam_morto Questo spettacolo ci ha assolutamente contrariato. E non solo per la tenuta tristemente e pacchianamente demodé dei tre boia, forniti solo di cappucci nero seppia (a tale proposito una bella parrucca vittoriana del XVIII secolo sarebbe stato molto più à la page), quanto proprio per l'intiera scenografia che ha fatto da sfondo a quello che avrebbe potuto (e dovuto!) essere l'evento mediatico più in dell'entertainment moderno dopo l'ultimo, acclamatissimo, spettacolo di Adriano Celentano. Innanzitutto  non si è vista una sola briciola di quell'attitudine da martire, guascona e beffarda, che ci era stata preannunciata dai sostenitori del Raìs, e che decisamente ci saremmo aspettati da un leader mondiale che è stato capace non solo di prendere il potere, sterminare oppositori politici e non (tra l'altro con dei mezzi di grande spessore storico come il gas), ma anche di nuotare da una sponda all'altra dei rivi mesopotamici con grande nonchalance. Secundis anche la scelta del metodo di esecuzione: decisamente pacchiana quella dell'impiccagione, oltre che davvero poco igienica, determinando il rilassamento degli orifizi e quindi l'emissione di urina e feci. Sarebbe stato molto più spettacolare, oltre che storicamente interessante, l'utilizzo della garrota, per quanto l'Iraq non abbia una grande esperienza in tale settore dell'artigianato. Non c'è da meravigliarsi, quindi, della condanna alla condanna da parte di tutti i leader e gli esponenti politici mondiali (tra cui si ricorda Sergio D'Elia, rammaricato come ogni qual volta non è lui a poter infliggere direttamente la morte a qualcuno che defunge) e che nei sondaggi di opinione Bush Jr. sia sempre più in basso. Sicuramente avremmo voluto vedere un esperto come Zeffirelli prendersi cura di un tale spettacolo, o quantomeno un Dolce o Gabbana allestirne i costumi.  Perché se una esecuzione è pur sempre una errore,  quantomeno può essere un errore elegante.  Speriamo che la prossima volta vada meglio.
postato da: FulvioErmete alle ore 16:14 | link | commenti (3)
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