Recensioni dello scibile umano.
Questo spettacolo ci ha assolutamente contrariato. E non solo per la tenuta tristemente e pacchianamente demodé dei tre boia, forniti solo di cappucci nero seppia (a tale proposito una bella parrucca vittoriana del XVIII secolo sarebbe stato molto più à la page), quanto proprio per l'intiera scenografia che ha fatto da sfondo a quello che avrebbe potuto (e dovuto!) essere l'evento mediatico più in dell'entertainment moderno dopo l'ultimo, acclamatissimo, spettacolo di Adriano Celentano. Innanzitutto non si è vista una sola briciola di quell'attitudine da martire, guascona e beffarda, che ci era stata preannunciata dai sostenitori del Raìs, e che decisamente ci saremmo aspettati da un leader mondiale che è stato capace non solo di prendere il potere, sterminare oppositori politici e non (tra l'altro con dei mezzi di grande spessore storico come il gas), ma anche di nuotare da una sponda all'altra dei rivi mesopotamici con grande nonchalance. Secundis anche la scelta del metodo di esecuzione: decisamente pacchiana quella dell'impiccagione, oltre che davvero poco igienica, determinando il rilassamento degli orifizi e quindi l'emissione di urina e feci. Sarebbe stato molto più spettacolare, oltre che storicamente interessante, l'utilizzo della garrota, per quanto l'Iraq non abbia una grande esperienza in tale settore dell'artigianato. Non c'è da meravigliarsi, quindi, della condanna alla condanna da parte di tutti i leader e gli esponenti politici mondiali (tra cui si ricorda Sergio D'Elia, rammaricato come ogni qual volta non è lui a poter infliggere direttamente la morte a qualcuno che defunge) e che nei sondaggi di opinione Bush Jr. sia sempre più in basso. Sicuramente avremmo voluto vedere un esperto come Zeffirelli prendersi cura di un tale spettacolo, o quantomeno un Dolce o Gabbana allestirne i costumi. Perché se una esecuzione è pur sempre una errore, quantomeno può essere un errore elegante. Speriamo che la prossima volta vada meglio.
La stapelia è una pianta grassa, a candelabro, con fiori che in boccio son grossi come fichi e quando si aprono svelano petali carnosi e ricoperti di una sottile e rada lanugine.
Particolare di questa pianta: l'aroma dei fiori, particolarmente intenso, richiama quello del pesce putrido. Richiama, invero, anche le mosche, che ronzano per ore da un petalo all'altro cercando ciò che non si trova, in una chiara metafora dell'esistenza umana.
Questi, i lati positivi del genere, che alzano la media.
La mia pianta, in particolare, è mal nutrita, poco esposta al sole, e non sempre al riparo dalle acque eccessive, quindi presenta fusto tendente al giallognolo e fiori piccoli e stressati, che non le permettono il raggiungimento della sufficienza.
Me l'immaginavo diverso. Per essere una entità onnisciente che ha tratto il popolo ebraico dalla schiavitù ed ha cantato nei Black Sabbath ritengo che si sarebbe dovuto lavorare molto più sul lato estetico: la parvenza di uomo attempato, infatti, se da un lato si confà perfettamente all'archetipo patriarcale della Bibbia, è accompagnata da un eccessivo sentimento di fragilità che ne mina la credibilità, e lo rende poco funzionale al compito di reggenza del mondo ebraico-cristiano. Potrebbe però piacere alle nuove generazioni di Papa Boys che sicuramente si sentirebbero molto vicini all'immagine di un Dio fragile e buono, che ha sempre una parola da spendere per confortarti. Nonostante ciò, non si può che attribuire una stentata sufficienza, nonostante abbia una grande voce.