LA MATITA FABER CASTEL N°2 COMPRATA SEI GIORNI FA NELL'EDICOLA SOTTO CASA : VOTO 7,5/10
Davvero un'ottima matita, come oggigiorno non se ne comprano più molto spesso nelle edicole sotto casa, sia di chi scrive che dell'utilizzatore di matite medio italico. Sono diversi i pregi relativi all'attrezzo da scrittura e/o disegno, tra cui soprattutto una mina resistente, di placido colore bronzeo, che giammai se la mina ed invece scorre facilmente sulle pagine bianche, così come anche su quelle gialle sezione ristoratori, carpentieri o notai che dir si voglia (anche se oramai i vari 892 892, 1240 con le scimmiette e via dicendo stiano rendendo tale strumento cartaceo di ricerca utilità sociali ed esercizi sempre più obsoleto). Particolarmente adatta a tracciare linee col righello, anche se inizialmente progettata per l'utilizzo della squadretta di legno, la Faber Castel N° 2 (così battezzata perchè il fondatore della casa, John Spadetti, era un grande amante del fumetto "The Punisher", e del suo protagonista, e perchè il di lui padre era un fabbro dell'area brianzola), riesce particolarmente adatta a tracciare le morbide curve delle donne nude, in quanto la punta dagli orli arrotondati ben si confà a disegnare natiche, capezzoli e minnerie varie, soprattutto se usata con una mano sola. Unico difetto: il colore assolutamente scialbo, giallo pallido e malato, forse più un arancio italico (che unisce le sponde dei ristoranti del nord e dei loro risotti allo zafferano, e delle rosticcerie del sud per gli arancini/e [a seconda della provincia di riferimento] di riso) anche se si tratta di un colore tradizionale per cui non è il caso di infierire su quello che è, e rimane, un prodotto esclusivo da collezione, sia per disegnare Scubidù che Gigi La Trottola. Ma questa è un'altra storia...