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mercoledì, 24 gennaio 2007

IL DISPOSITIVO DELLA CONSULTA SULLA PECORELLA - VOTO 7,5/10

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Davvero un grande successo la Sentenza della Corte Costituzionale sulla legge c.d. Pecorella - e nel dettaglio del suo articolo 1, ovvero "la", mentre ancora sospeso rimane il giudizio sugli articoli 3 ("uno") e 7 ("gli").  Come tutti sanno, la discussa legge prevedeva che non fosse consentito i PM di avvalersi dell'appello, cosa che non aveva tardato di gettare le Procure della Repubblica nel caos per l'impossibilità di verificare, all'inizio di ogni giornata lavorativa, chi del personale fosse effettivamente presente o meno al proprio posto di lavoro. "Si nega ai Pubblici Ministeri di avvalersi di un potere concesso, e con grande larghezza, persino agli insegnanti di scuole elementari e materne", aveva commentato il Procuratore Generale presso la Cassazione, cui aveva replicato il Bidello Generale presso la Scuola Media dello Stato, affermando "ma che cazzo vuoi, non rompere i coglioni che l'appello lo facciamo meglio noi".  Grande soddisfazione dell'allora Presidente del Consiglio Berlusconi, primo sponsor della legge ora cassata, che al momento della promulgazione aveva dichiarato "oh sì godo", anche se venne poi scoperto che così parlando egli non si riferiva tanto alla Pecorella quanto alla pecorina. Adesso i giudici della Consulta si sono espressi nella direzione che praticamente tutti si aspettavano, ovvero con la faccia rivolta verso l'uditorio e le spalle al muro, e suscitando la gioia di tutti i P.M. che, per colpa di tale legge, si erano visti privare di buona parte del loro lavoro e costretti a reimpiegare le ore lasciate libere dall'impossibilità di appellare con i sudoku della Settimana Enigmistica. Molto insoddisfatto l'opinionista ed anchor woman Cecchi Paone, secondo cui "si tratta di una Sentenza barbara che porta indietro gli orologi di almeno 50 anni", ma solo per correggersi subito dopo, avendo saputo, da una telefonata di Grillini, che non era stata dichiarata l'incostituzionalità della pecorina, ma della Pecorella. La voce più aspra è stata però quella della stessa Settimana Enigmistica, che grazie agli entroiti garantitele dal ritrovato tempo libero dei P.M. era riuscita a raddoppiare il proprio fatturato. Il proprietario della prestigiosa testata ha infatti dichiarato che presto presenterà appello contro la sentenza della Consulta, ed a chi gli ha ricordato che non esiste un mezzo di impugnazione contro le sentenze della Corte Costituzionale (il cui portavoce Zagrebelsky gli avrebbe replicato "non può impugnare la Sentenza per cui ce la può impugnare"), egli ha protestato che se possono ricorrere all'appello i PM e gli insegnanti di scuola materna, allora non vede perchè non possa farlo anche lui. In ogni caso il voto, piuttosto alto, è giustificato dal fatto che uno dei membri della Consulta mi ha messo 30 all'esame di Diritto Costituzionale. Grande raffinatezza inoltre per il colore rosso vivo delle toghe degli insigni magistrati, anche se pare che il colore originale fosse bianco latteo, e che la nuova tinta sia dovuta ai calzini porpora di Zagrebelsky messi nella lavatrice - per errore - assieme alle toghe.
postato da: FulvioErmete alle ore 21:35 | link | commenti (1)
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Commenti
#1   24 Gennaio 2007 - 21:51
 
quasi quasi mi ispiri
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