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domenica, 04 marzo 2007

LA CRAVATTA DI SIMONE CRISTICCHI: VOTO 5/10

cristicchi
E' davvero un peccato che la moda non sia riuscita ad adornare il trionfo al Festival del vero erede di Fausto Papetti, facendo godere non soltanto l'orecchione (il brano è stato apprezzato particolarmente da Cecchi Paone) ma anche l'occhio. Simone Cristicchi (il cui nome deriva dal latino e significa "uno magico", dallo stesso etimo di Sim Sala Bim, ed il cognome dal greco alessandrino e significa "vulve di insetto canterino") aveva già goduto dei favori incontrastati del mondo della musica, per il suo modo originale ed inconfondibile di pettinarsi i capelli come Caparezza (il c.d. taglio "a sgracco") e di comporre i brani come Caparezza pur facendosi associare a Biagio Antonacci (anche se a quanto pare è stata la casa discografica a pretendere che si facesse associare al noto cantautore bolognese, la sua intenzione originale era di inserire nel testo del suo famoso tormentone un riferimento a Charles Bronson), adesso cade  con ignominia su un dettaglio  minimo ma fondamentale: la cravatta. Tutti sanno che un look finto serio sbarazzino pretende dei pois, una donnina nuda od una rana color mattone sdrucito. Ma ciò che più turba è l'incapacità di scegliere il nodo giusto: invece della scollatura trascurata, sarebbe stato molto più appropriato il nodo strettissimo da strangolo od il nodo scorsoio alla Saddam Hussein, anche perchè ne sarebbe derivato un colorito bluastro della cute facciale che ben si sarebbe adattato alla montatura ocra degli occhiali.  Avrebbe davvero dovuto fare come Povia, ovvero                                                      .
postato da: FulvioErmete alle ore 19:17 | link | commenti (1)
categorie: sanremo, cristicchi, tettonica a zolle

Commenti
#1   04 Marzo 2007 - 23:13
 
o una garrota, magari...
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