L'ORIZZONTE CHE SI GODE DALLE VALLI DI COMACCHIO - Voto: 8
E' oramai arcinota l'amena bellezza di certe zone dell'area brianzola, e di cui le valli di Comacchio sono chiara espressione. Nella foto di cui disponiamo, sulla sinistra è possibile scorgere le guglie della Cattedrale di Milano che sbiadiscono nella luce pallida del meriggio, mentre in basso a destra si intravvede una tipica mondina seduta su uno scranno di pietra, che si riposa dalle fatiche del lavoro, a cui Tolstoj si ispirò per i versi "gentile fanciulla delle valli di Comacchio / mi son straniero viandante che ha perso la strada / perchè tu allora, altera donna, non lasci la spada / e tra le mani non mi prendi, risoluta, il cacchio?" (tratto da "La fava ed il pisello", raccolta di stornelli di Capricorno Tolstoj, cugino del più celebre autore di "Guerra e Pace"). Ed è proprio da queste valli di pietra, che le mondine (talmente povere da potersi vestire solo di brevi strisce di stoffa, il che, unito alla propensione copulativa delle donne del luogo, ha notevolmente accresciuto il tasso di natalità delle summenzionate valli) coltivano a riso dopo aver ridotto a fertile e friabrile humus il suolo granitico a colpi di spada, che si gode un bellissimo orizzonte, ed anche di più gode il marito della tipica mondina brianzola vestita di strisce di stoffa e cui Tolstoj si ispirò per i versi "gentile fanciulla dalla vulva rada / che abiti orgogliosa nelle valli di Comacchio / ti han ridotta così dei potenti colpi di spada / oppure i colpi del tuo marito furente il cacchio?" (tratto da "Mille pensieri e cento pensoggi", libro di diritto privato supervisionato da Alberigo di Stockhausen). Un posto che fa godere molto l'orizzonte, e soprattutto la mondina in posizione orizzontale.